Stappare le orecchie è pericoloso: può davvero entrare aria nel cranio?

Il verdetto: no. Stappare le orecchie con delicatezza resta un gesto sicuro. Il caso della donna con aria nel cranio è rarissimo, ma ricorda due cose: non soffiare mai con forza e non ignorare un mal di testa improvviso e diverso dal solito.

In breve. Una donna belga di 45 anni ha fatto una manovra di Valsalva per liberare l'orecchio «pieno» ed è arrivata in pronto soccorso con un mal di testa improvviso. La TAC ha mostrato aria dentro il cranio, il pneumocefalo. È guarita senza intervento: dopo 6 settimane l'aria era stata riassorbita. Il caso è stato pubblicato a settembre 2026 sull' American Journal of Case Reports. Per stappare le orecchie gli otorinolaringoiatri consigliano di deglutire, sbadigliare e, se serve, soffiare piano, non con forza.

A cura dei fisioterapisti di Fisiosalaria, Roma. Ultima modifica 19.10.2026.

In questi giorni Mondosanità racconta il «raro caso di una 45enne» che, dopo aver provato a stappare l'orecchio, si è ritrovata con aria nel cranio. Una notizia che fa impressione, perché tutti almeno una volta ci siamo tappati il naso e abbiamo soffiato per sbloccare le orecchie. Vediamo cosa è successo davvero, quanto è raro e come stappare le orecchie senza rischi.

Cosa è successo alla donna di 45 anni?

Ha avuto un mal di testa improvviso dopo una manovra di Valsalva, e la TAC ha trovato aria nel cranio. Il caso è descritto da medici dell'ospedale universitario CHU UCLouvain Namur, in Belgio, sull' American Journal of Case Reports del 15 settembre 2026.

  • La donna aveva fatto la manovra per alleviare una sensazione di orecchio pieno.
  • Subito dopo è comparso un mal di testa alla nuca, costante, che peggiorava muovendo la testa, con fastidio alla luce.
  • Soffriva già di emicrania, ma ha descritto questo dolore come diverso dal solito.
  • La visita neurologica e quella otorinolaringoiatrica erano normali. La TAC ha mostrato una piccola raccolta d'aria nella parte posteriore del cranio.

La risonanza non ha trovato un «buco» da cui l'aria fosse entrata. Gli autori ipotizzano un'apertura temporanea, forse in un punto di debolezza già presente, che poi si è richiusa da sola.

Com'è finita?

Bene. La donna è stata tenuta in osservazione in neurologia e curata senza intervento chirurgico, con antibiotici a scopo preventivo. I sintomi sono passati gradualmente. Dopo 6 settimane stava bene, a parte una sensazione di orecchio pieno, e la TAC di controllo non mostrava più aria.

Non è l'unico caso recente. A fine settembre Il Fatto Quotidiano e Fanpage hanno raccontato quello di una donna di circa 70 anni, negli Stati Uniti, che si era soffiata il naso sotto la doccia per alleviare la pressione all'orecchio. Lì l'aria era passata attraverso una piccola lesione tra orecchio medio e interno. Secondo Fanpage , anche lei è guarita senza operazione.

Cos'è il pneumocefalo ed è pericoloso?

È la presenza di aria dentro il cranio. Secondo StatPearls, la banca di schede mediche della National Library of Medicine americana, nel 75% circa dei casi nasce da un trauma alla testa. Altre cause sono gli interventi neurochirurgici e le infezioni; i casi spontanei sono rari.

  • Molte persone non hanno sintomi. Quando ci sono, possono comparire mal di testa, nausea, vomito, debolezza o confusione.
  • La TAC senza contrasto è l'esame di riferimento.
  • La forma semplice di solito si riassorbe in circa 3 settimane, con riposo e controlli.
  • La forma «a tensione», in cui l'aria comprime il cervello, è invece un' emergenza e richiede un intervento rapido.

Come stappare le orecchie in sicurezza?

Inizia sempre dai metodi più dolci. L'associazione americana degli otorinolaringoiatri (ENT Health) suggerisce:

  • deglutire: è il metodo più semplice;
  • sbadigliare, masticare una gomma o succhiare una caramella, che fanno deglutire più spesso;
  • solo se serve, la manovra di Valsalva: chiudi il naso con le dita, prendi una boccata d'aria e soffia piano, non con forza, contro il naso chiuso, poi deglutisci.

Raffreddore, sinusite e allergie gonfiano le mucose e rendono più difficile stappare le orecchie. Se pensi a un decongestionante, chiedi prima al medico o al farmacista, soprattutto se sei in gravidanza o hai problemi di cuore o di pressione. Non infilare mai cotton fioc o oggetti nell'orecchio.

Quando andare dal medico?

Subito, al pronto soccorso o chiamando il 112, se dopo aver soffiato o sforzato compare un mal di testa improvviso, forte e diverso dal solito, soprattutto con confusione, difficoltà a respirare o liquido chiaro che esce da naso o orecchie. Sono i segnali indicati dagli esperti citati da Il Fatto Quotidiano.

Senti invece il medico o l'otorinolaringoiatra in tempi brevi se:

  • l'orecchio non si stappa nonostante questi tentativi o il dolore persiste;
  • il mal d'orecchio dura più di 2-3 giorni o hai febbre alta;
  • esce liquido dall'orecchio o c'è gonfiore intorno;
  • senti meno o in modo diverso.

Devo smettere di sollevare pesi o fare sforzi?

No. Un singolo episodio raro non dimostra che sollevare pesi, spingere o stappare le orecchie sia pericoloso nella vita di tutti i giorni. In palestra, però, non serve trattenere il fiato e spingere al massimo per ogni ripetizione. Nella nostra esperienza aiuta espirare durante la fase di sforzo e scegliere carichi che ti permettano di respirare in modo regolare. Ne parliamo in pesi e pressione alta e in respirazione diaframmatica. Se hai il raffreddore, è meglio un allenamento leggero: trovi i dettagli in quando allenarsi con l'influenza.

Domande frequenti

Soffiarsi il naso è pericoloso?

No. È un gesto quotidiano e sicuro. I casi di aria nel cranio dopo essersi soffiati il naso sono estremamente rari. Basta soffiare con delicatezza.

Perché le orecchie si tappano?

Quando la pressione esterna cambia, come in aereo o in montagna, o quando le mucose sono gonfie per un raffreddore, la tuba di Eustachio fatica ad aprirsi e l'orecchio sembra pieno.

Il mal di testa dopo uno sforzo va sempre in pronto soccorso?

Se è improvviso, molto forte e diverso dal solito, sì. Se invece è lieve e simile ad altri che conosci, parlane comunque con il medico se si ripete.

Fonti

Foto: Unsplash.

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