Pubalgia che dura da più di un anno: cosa rivalutare?
In breve. Quando un dolore chiamato pubalgia dura da più di un anno, la cosa più utile è rimettere in discussione la diagnosi, non provare un'altra terapia a caso. Vanno riesaminate anca, schiena e bacino, e considerate cause meno comuni come ernie, nervi intrappolati o fratture da stress. Se la fisioterapia non ha funzionato, conviene capire che tipo di programma era: il cuore del trattamento è un rinforzo progressivo, misurato, con un ritorno allo sport a tappe. Molte pubalgie croniche migliorano quando la causa viene chiarita.
A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 09.10.2026.
Si parla di pubalgia cronica quando il dolore al pube e all'inguine dura da molti mesi, spesso oltre un anno, nonostante riposo, cure e fisioterapia. A quel punto la persona di solito ha già fatto diversi esami, cambiato più terapisti e smesso e ripreso lo sport più volte.
«Pubalgia» però indica dove fa male, non perché. Il consenso internazionale di Doha del 2015 elenca più forme principali (adduttori, ileopsoas, parete inguinale, pube, anca) e una lunga serie di altre cause possibili. Quando il dolore non segue l'andamento atteso, è il momento di ripercorrerle con calma.
Perché una pubalgia può durare più di un anno?
Di solito per una di queste ragioni, spesso più d'una insieme:
- diagnosi incompleta: è stata trovata una struttura dolente, ma non quella che mantiene il problema. Un esempio frequente è un'anca con movimenti ridotti mai considerata;
- diagnosi diversa: il dolore viene da un'altra causa che imita la pubalgia;
- carico mal gestito: cicli di stop totale e ripresa piena, senza un vero rinforzo;
- fattori che amplificano il dolore: sonno scarso, stress, paura di muoversi, che nei dolori lunghi contano davvero.
Come rivalutare un dolore chiamato pubalgia se dura da oltre un anno?
Ripartendo da capo: storia del dolore, visita completa ed esami scelti in base a un sospetto preciso. È utile che lo sguardo sia nuovo, possibilmente di più figure professionali insieme.
Le domande da rimettere sul tavolo:
- dove nasce esattamente il dolore? Adduttori, parete addominale, osso del pube, articolazione dell'anca: test di forza e di pressione aiutano a distinguerli;
- l'anca è stata esaminata? Un conflitto femoro-acetabolare o una lesione del labbro acetabolare possono mantenere il dolore. Il consenso di Warwick ricorda che la diagnosi richiede sintomi, segni alla visita e immagini insieme;
- schiena e bacino sono stati valutati? Colonna lombare e articolazione sacroiliaca possono riferire dolore all'inguine;
- ci sono segni di altro? Rigidità mattutina lunga, disturbi urinari o ginecologici, febbre, calo di peso, bruciore o alterazioni della sensibilità.
Quali cause riesaminare
Tra le cause «altre» indicate dal consenso di Doha ci sono ernie inguinali o femorali non viste, intrappolamento di nervi della zona, dolore riferito dalla schiena o dalla sacroiliaca, fratture da stress del bacino o del femore, malattie reumatiche e cause ginecologiche, urologiche o intestinali. Le approfondiamo in dolore cronico al pube e all'interno coscia.
Non serve fare tutti gli esami possibili: serve che chi visita abbia in mente questo elenco e scelga gli approfondimenti in base ai segni.
Come rivalutare una pubalgia che non migliora con la fisioterapia?
Prima di concludere che «la fisioterapia non funziona», conviene capire che tipo di fisioterapia è stata fatta. Nel dolore inguinale dello sportivo il centro del trattamento è il rinforzo progressivo, soprattutto di adduttori e addominali, insieme alla gestione del carico sportivo.
Alcune domande utili da porsi o da porre:
- il programma era basato su esercizi attivi con carichi crescenti, o soprattutto su terapie passive?
- gli esercizi sono stati aumentati nel tempo, o sono rimasti uguali per mesi?
- la forza è stata misurata, ad esempio quella degli adduttori, per seguire i progressi?
- il ritorno allo sport è stato fatto a tappe, o si è passati dallo stop alla partita?
- anca e schiena sono state valutate e, se serviva, trattate?
- il programma è stato seguito con costanza, per un tempo sufficiente?
Se la risposta a molte di queste domande è «no», non è la fisioterapia a essere fallita, ma il programma a essere incompleto.
Come dovrebbe essere un programma di rinforzo per la pubalgia?
Non esiste un protocollo unico, ma i programmi che funzionano hanno caratteristiche comuni:
- partono da esercizi tollerabili e aumentano carico e velocità nelle settimane;
- lavorano su adduttori, addominali, glutei e controllo del tronco;
- usano misure semplici per decidere quando progredire: dolore durante e il giorno dopo, forza, test funzionali;
- includono un rientro graduale ai gesti sportivi: corsa, scatti, cambi di direzione, tiri;
- durano mesi, non poche settimane, quando il problema è vecchio.
Un piccolo dolore durante gli esercizi può essere accettabile, purché si calmi in fretta e non peggiori il giorno dopo.
Quando si discute l'intervento?
Solo in casi selezionati, quando la diagnosi è precisa e un programma ben fatto, seguito per alcuni mesi, non ha dato risultati. Il tipo di intervento dipende dalla struttura coinvolta: parete inguinale, tendini adduttori o anca. Secondo l'American Academy of Orthopaedic Surgeons la chirurgia si considera quando il dolore torna nonostante la fisioterapia. La decisione si prende con lo specialista, dopo aver chiarito cosa ci si può aspettare.
Quando farsi vedere subito
- Febbre o brividi con dolore al pube o all'anca.
- Calo di peso inspiegato, stanchezza marcata, dolore notturno costante.
- Dolore improvviso all'anca o all'inguine con impossibilità di caricare, soprattutto in chi corre molto.
- Sangue nelle urine, disturbi urinari o perdite anomale.
- Perdita di forza progressiva o intorpidimento nella zona genitale.
Il parere del team Fisiosalaria
Nelle pubalgie che durano da anni troviamo spesso due cose. La prima: una diagnosi parziale, ad esempio un'anca mai valutata. La seconda: un percorso fatto di pause e riprese, senza un vero rinforzo progressivo. Raramente il problema è «non aver ancora trovato la terapia giusta».
Per questo conviene fermarsi e ripartire con una valutazione completa, in cui ortopedico, fisioterapista e osteopata guardano insieme anca, bacino, schiena e gesto sportivo. Una valutazione aiuta a capire da dove viene il dolore e da dove ripartire.
Domande frequenti
La pubalgia cronica può guarire?
Sì, in molti casi migliora molto quando la causa è chiarita e si segue un rinforzo progressivo. I tempi sono più lunghi rispetto alle forme recenti.
Devo rifare la risonanza?
Non sempre. Si ripete o si estende un esame solo se la visita fa nascere un sospetto nuovo, ad esempio sull'anca o su una frattura da stress.
Devo smettere lo sport per sempre?
Di solito no. Spesso si continua un'attività ridotta durante il percorso e si torna gradualmente allo sport di prima.
Fonti
- Weir A e coll., Doha agreement meeting on terminology and definitions in groin pain in athletes, British Journal of Sports Medicine, 2015
- Griffin DR e coll., The Warwick Agreement on femoroacetabular impingement syndrome, British Journal of Sports Medicine, 2016
- American Academy of Orthopaedic Surgeons (OrthoInfo), Sports Hernia (Athletic Pubalgia)
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.
Immagine: Gabin Vallet su Unsplash.
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