Epicondilite: come riconoscere il gomito del tennista?

In breve. L'epicondilite, o gomito del tennista, è un sovraccarico dei tendini che si attaccano all'epicondilo, la sporgenza ossea sul lato esterno del gomito. Si riconosce dal dolore in quel punto quando stringi, sollevi con il palmo verso il basso o giri il polso, senza un trauma preciso. Il mouse e la palestra possono contribuire, ma non ogni dolore al gomito è epicondilite: il lato interno (epitroclea) è un'altra storia. Tra l'80 e il 95% delle persone migliora senza intervento, con gestione del carico ed esercizi progressivi.


A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 09.10.2026.


L' epicondilite laterale è una sofferenza da sovraccarico dei tendini dei muscoli che estendono il polso e le dita, nel punto in cui si attaccano all' epicondilo laterale, la piccola sporgenza che senti sul lato esterno del gomito. Il tendine più coinvolto è quello dell'estensore radiale breve del carpo.


Nonostante il nome, il tennis c'entra poco: secondo StatPearls i tennisti sono circa il 10% delle persone colpite. Il problema nasce da gesti ripetuti che creano piccole lesioni nel tendine più in fretta di quanto riesca a ripararle. È più frequente dopo i 40 anni e tra i fattori di rischio ci sono fumo, sovrappeso e movimenti ripetitivi per almeno due ore al giorno.



Come si riconosce il dolore da epicondilite?


Il segno tipico è un dolore sul lato esterno del gomito che può scendere nell'avambraccio, iniziato piano e peggiorato in settimane o mesi, senza un urto. I gesti che lo scatenano sono riconoscibili:



  • Afferrare e stringere: una bottiglia, una borsa, una stretta di mano.

  • Sollevare con il palmo verso il basso: una tazza, una sedia, la caffettiera.

  • Girare il polso: aprire un barattolo, usare il cacciavite, girare una chiave.

  • Presa più debole, con oggetti che a volte sfuggono.

  • Dolore alla pressione proprio sopra la sporgenza ossea.


Un piccolo test che il medico o il fisioterapista fanno in visita: sollevare il dorso della mano, o estendere il dito medio, contro resistenza. Se il dolore compare sull'epicondilo, il sospetto si rafforza. Di solito non ci sono gonfiore evidente, lividi né formicolii alle dita.



Come distinguere il dolore all'epicondilo da quello all'epitroclea?


Guardando il lato: l'epicondilo è sul lato esterno del gomito, quello del pollice quando il palmo guarda in avanti; l'epitroclea è sul lato interno, quello del mignolo.



  • Epicondilo, lato esterno: gomito del tennista. Il dolore aumenta sollevando il dorso della mano contro resistenza.

  • Epitroclea, lato interno: gomito del golfista o epitrocleite. Il dolore aumenta piegando il polso verso il palmo contro resistenza o ruotando il palmo verso il basso.


Vicino all'epitroclea passa anche il nervo ulnare, che può dare formicolio ad anulare e mignolo. Se hai dolore interno con formicolio, leggi epitrocleite con formicolio: c'entra il nervo ulnare?



Il mouse può causare epicondilite?


Sì, può contribuire. Tra le attività associate all'epicondilite ci sono quelle che richiedono di afferrare e ruotare ripetutamente polso e avambraccio, comprese tastiera e mouse. Il problema non è il mouse in sé, ma ore con il polso piegato all'indietro, la mano tesa e poche pause.



  • Avambraccio appoggiato sulla scrivania e polso dritto, non piegato verso l'alto.

  • Mouse vicino al corpo, per non lavorare con il braccio allungato.

  • Pause brevi e frequenti, aprendo e chiudendo la mano.

  • Mouse diverso(più grande o verticale) o alternare la mano, se possibile.


Anche sedia, schermo e scrivania alla giusta altezza riducono il carico su spalle e braccia: ne parliamo in lavoro al computer e dolore cervicale.



Il dolore al gomito iniziato in palestra è sempre epicondilite?


No. In palestra il gomito può soffrire per motivi diversi, e il punto del dolore aiuta a orientarsi.



  • Lato esterno: probabile epicondilite, tipica con presa stretta, rematori, trazioni o curl con il palmo verso il basso.

  • Lato interno: epitrocleite, frequente con prese forti e flessione del polso.

  • Davanti o dietro il gomito: tendine del bicipite o del tricipite.

  • Dolore profondo con blocchi, scrosci o braccio che non si distende del tutto: possibile origine articolare.


Se il dolore è comparso all'improvviso durante uno sforzo, con uno schiocco, un livido o una deformità del muscolo, non è epicondilite e serve una visita a breve. Per le altre cause di dolore al gomito senza trauma vedi dolore al gomito senza trauma: è sempre epicondilite?



Perché il gomito fa male soprattutto quando piego il braccio?


Nell'epicondilite il dolore dipende soprattutto da presa e polso: piegare il braccio fa male soprattutto se nel frattempo stringi o sollevi qualcosa, come una borsa della spesa. L'NHS segnala che il dolore può aumentare sollevando o piegando il braccio e che a volte è difficile distenderlo del tutto.


Se invece fa male piegare il gomito anche a mano vuota, o il dolore è davanti al gomito, vanno considerate altre strutture: il tendine del bicipite, l'articolazione o un nervo. La visita serve proprio a capire quale.



Come si affronta il dolore all'epicondilo?


Con carico dosato, non con il riposo assoluto. Secondo l'AAOS tra l'80 e il 95% delle persone migliora senza intervento, anche se i tempi possono essere lunghi.



  • Ridurre per alcune settimane i gesti che scatenano il dolore, senza fermare del tutto il braccio. Un trucco: sollevare con il palmo verso l'alto.

  • Esercizi progressivi per i muscoli dell'avambraccio: sono il cuore della fisioterapia. Un fastidio lieve durante l'esercizio è accettabile se il giorno dopo non è peggiorato.

  • Fascia sotto il gomito: può alleggerire il tendine durante le attività, insieme agli esercizi.

  • Farmaci per il dolore, anche in gel, su indicazione del medico.

  • Tecnica e attrezzatura: impugnatura, presa in palestra, racchetta da padel.


Le infiltrazioni di cortisone danno un sollievo breve e vanno usate con prudenza. Se il dolore dura da mesi, leggi epicondilite cronica: cosa fare se il dolore torna da anni.



Quando farsi vedere subito



  • Dolore improvviso con schiocco, livido o deformità del muscolo dopo uno sforzo.

  • Gomito gonfio, caldo e arrossato, soprattutto con febbre.

  • Formicolio o perdita di forza nella mano che peggiorano.

  • Dolore dopo una caduta, con difficoltà a muovere il gomito.

  • Dolore costante di notte e a riposo, con calo di peso inspiegato.


Il parere del team Fisiosalaria

L'errore più frequente che vediamo è il tutto o niente: si continua come prima finché il dolore diventa insopportabile, oppure si ferma il braccio aspettando che passi. Il tendine invece ha bisogno di carico, ma dosato. Il secondo errore è cambiare una terapia dopo l'altra senza costruire forza nell'avambraccio e senza toccare le abitudini che hanno creato il problema, dal mouse alla presa in palestra.


Nei casi dubbi lo sguardo combinato aiuta: l'ortopedico esclude le cause che imitano l'epicondilite, il fisioterapista imposta il carico, l'osteopata guarda collo e spalla, che spesso partecipano al quadro. Se il dolore dura da più di qualche settimana, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire. Per un quadro generale vedi la guida completa al gomito.


Domande frequenti

L'epicondilite passa da sola?

Spesso migliora nel tempo: secondo StatPearls l'80-90% delle persone guarisce entro uno-due anni. Esercizi e gestione del carico aiutano ad accorciare i tempi.

Devo tenere il braccio a riposo assoluto?

No. Conviene ridurre per un periodo i gesti che fanno male, ma continuare a usare il braccio e fare esercizi graduali.

Servono ecografia o risonanza per la diagnosi?

Di solito no: la diagnosi è clinica. Gli esami servono se il quadro non è chiaro, se non migliora o se si sospettano altre cause.

Posso continuare ad andare in palestra?

Spesso sì, adattando prese e carichi ed evitando per un periodo gli esercizi che scatenano il dolore.


Fonti


Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.


Immagine: Henry Gray, Anatomy of the Human Body (1918), pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

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