Dolore al lato del piede o all'appoggio: quali cause?

In breve. Il dolore al lato esterno del piede dopo una corsa con scarpe strette nasce spesso da compressione dei tessuti, da un nervo superficiale irritato o da un sovraccarico dei tendini peronieri. Se il dolore è puntiforme sull'osso, peggiora caricando e compare dopo un aumento di chilometri, va esclusa una frattura da stress del quinto metatarso. Un dolore che impedisce di appoggiare il piede normalmente va sempre fatto valutare dal medico. Negli adulti operati da piccoli per piede torto sono comuni rigidità, sovraccarichi e usura precoce delle articolazioni.

A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 09.10.2026.

Il bordo esterno del piede è la zona che va dal tallone alla base del mignolo. Lì si trovano il quinto metatarso, cioè l'osso lungo che porta al mignolo, i tendini peronieri, che passano dietro il malleolo esterno e stabilizzano la caviglia, e alcuni nervi superficiali sottopelle. Ognuna di queste strutture può fare male in modo diverso.

In questo articolo parliamo del dolore al lato del piede e del dolore che impedisce di appoggiare, compreso il caso di chi ha un piede torto operato. Se il disturbo principale è il formicolio o la sensazione di piede addormentato, trovi le cause in piede o dita addormentate.

Perché il lato del piede fa male dopo una corsa con scarpe strette?

Perché a ogni passo una scarpa stretta schiaccia il bordo esterno del piede, e in una corsa di mezz'ora i passi sono migliaia. Le cause più frequenti sono quattro:

  • compressione dei tessuti molli e della pelle sulla sporgenza alla base del mignolo: dolore superficiale, a volte con arrossamento o una piccola vescica;
  • irritazione di un nervo superficiale del dorso o del bordo esterno: bruciore, formicolio o scossa, che peggiora stringendo i lacci;
  • sovraccarico dei tendini peronieri: dolore dietro e sotto il malleolo esterno, che aumenta spingendo il piede verso l'esterno o correndo su terreni sconnessi;
  • frattura da stress del quinto metatarso: dolore che cresce col carico e si localizza in un punto preciso dell'osso.

Nei primi tre casi cambiare scarpa, allentare i lacci e ridurre per qualche giorno il carico spesso basta a far calmare i sintomi. Per costruire il ritorno alla corsa vedi come prevenire gli infortuni nella corsa.

Come riconoscere una frattura da stress?

Secondo l'AAOS la causa più comune delle fratture da stress del piede è un aumento improvviso dell'attività: più uscite, più chilometri o più intensità. Contribuiscono anche scarpe consumate o un modello nuovo che ammortizza diversamente. I segnali tipici sono:

  • dolore che compare gradualmente e peggiora caricando, migliorando a riposo;
  • gonfiore sul dorso del piede o sul lato esterno;
  • dolore preciso premendo direttamente sull'osso.

Le radiografie possono essere normali nelle prime settimane; risonanza o scintigrafia sono più sensibili. L'AAOS indica che la maggior parte delle fratture da stress guarisce in circa 6-8 settimane, ma quelle alla base del quinto metatarso, dove arriva poco sangue, guariscono più lentamente: spesso richiedono almeno 6 settimane senza carico e il ritorno allo sport intorno alle 12 settimane. Per questo un dolore sul bordo esterno che non passa non va «corso via».

Come approfondire un dolore che impedisce di appoggiare il piede?

Un dolore che impedisce di caricare il peso in modo normale va sempre valutato dal medico, senza aspettare settimane. Zoppicare per evitare il dolore cambia il modo di camminare e può sovraccaricare caviglia, ginocchio e schiena.

Le cause possibili sono molte, e per questo serve una visita:

  • frattura da stress o trauma osseo;
  • artrite o gotta, con articolazione rossa, calda e gonfia;
  • sofferenza del tendine tibiale posteriore, che sostiene l'arco interno e può far «crollare» il piede in piatto: vedi piede piatto nell'adulto;
  • neuropatia importante, con bruciore e alterata sensibilità, spesso su entrambi i piedi: secondo l'NHS la causa più comune è il diabete;
  • più raramente una sindrome dolorosa regionale complessa(CRPS), con dolore sproporzionato dopo un trauma, gonfiore e cambi di colore o temperatura.

Cosa annotare prima della visita

  • Da quando c'è il dolore e se è comparso dopo un'attività nuova, un trauma o un cambio di scarpe.
  • Se riguarda uno o entrambi i piedi.
  • Se c'è gonfiore, rossore, calore o febbre.
  • Se ci sono formicolio, bruciore o debolezza.
  • Se peggiora al mattino, camminando o di notte.

Con queste informazioni il medico sceglie gli esami giusti: radiografia, ecografia, risonanza o esami del sangue.

Quali problemi valutare in un adulto operato per piede torto congenito?

Il piede torto congenito è una deformità presente alla nascita in cui il piede è ruotato verso il basso e verso l'interno. Oggi si tratta soprattutto con il metodo Ponseti: una serie di gessi, un piccolo intervento sul tendine d'Achille e un tutore notturno per alcuni anni. Molti adulti di oggi, però, sono stati trattati decenni fa con interventi chirurgici più estesi.

Secondo l'AAOS il piede trattato resta di solito un po' più piccolo e meno mobile, con il polpaccio più sottile. Dopo i rilasci chirurgici estesi i problemi più comuni sono rigidità, ipercorrezione e dolore. In età adulta conviene quindi valutare:

  • rigidità di caviglia e piede, con fatica nelle camminate lunghe o in salita;
  • sovraccarico di alcune zone, con calli e dolore sotto il piede o sul bordo esterno, che riceve più peso del normale;
  • usura articolare precoce nelle articolazioni diventate rigide;
  • disturbi della sensibilità vicino alle cicatrici;
  • compensi a ginocchio, anca e schiena.

Il punto di partenza è una visita con un ortopedico che si occupa di piede, possibilmente con le radiografie in carico. Un programma di esercizi per mobilità, forza del polpaccio ed equilibrio aiuta a mantenere la funzione. Scarpe adatte e plantari su misura possono distribuire meglio il carico sulle zone che soffrono.

Quando farsi vedere subito

  • Impossibilità di caricare il peso dopo un trauma o una caduta.
  • Piede rosso, caldo e gonfio, soprattutto con febbre.
  • Piede freddo, pallido o violaceo con dolore.
  • Ferite o ulcere che non guariscono, specie con il diabete.
  • Debolezza improvvisa o difficoltà a sollevare la punta del piede.

Il parere del team Fisiosalaria

Nei runner vediamo spesso dolori al bordo del piede liquidati come «colpa della scarpa» e trascinati per settimane. La scarpa conta, ma il dettaglio da non perdere è il dolore puntiforme sull'osso che peggiora caricando: lì va esclusa una frattura da stress prima di riprendere. Negli adulti con piede torto operato, invece, l'errore è pensare che non si possa fare nulla: mobilità, forza e un buon appoggio fanno una differenza concreta.

Se il dolore dura da più di qualche settimana o limita il cammino, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire.

Domande frequenti

Posso continuare a correre con dolore al lato del piede?

Se il dolore aumenta durante la corsa o resta dopo, meglio fermarsi e farlo valutare. Correre su una frattura da stress ne allunga molto la guarigione.

La radiografia negativa esclude una frattura da stress?

Non sempre. Secondo l'AAOS nelle prime settimane la frattura può non vedersi in radiografia; la risonanza è più sensibile.

Con il piede torto operato posso fare sport?

Spesso sì, scegliendo attività compatibili con la mobilità del piede. Conviene parlarne con l'ortopedico e prepararsi con esercizi mirati.

Fonti

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.

Immagine: Arek Adeoye su Unsplash.

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