Malattie reumatologiche: 10 milioni di italiani. Quali sono i segnali da non ignorare e quanto aiuta il movimento?

Il verdetto: sì, il movimento aiuta. Secondo le raccomandazioni europee EULAR l'attività fisica fa parte della cura standard nell'artrosi e nelle artriti infiammatorie. Nella fibromialgia l'esercizio è l'unica terapia con una raccomandazione forte a favore. Ma va adattato alla persona e alla fase della malattia.

In breve. In Italia oltre 10 milioni di persone convivono con almeno una malattia reumatologica, secondo il Libro Bianco della Società italiana di reumatologia (SIR). Le più diffuse sono l'artrosi (circa 8,7 milioni), l'osteoporosi (circa 5 milioni) e la fibromialgia (quasi 2 milioni). Circa 734mila persone hanno forme gravi e disabilitanti. Una rigidità mattutina che dura più di mezz'ora e articolazioni gonfie e calde sono segnali da far valutare al medico. Diagnosi e cura precoci riducono la disabilità.

A cura dei fisioterapisti di Fisiosalaria, Roma. Ultima modifica 13.10.2026.

Il 12 ottobre si è celebrata la 30ª Giornata mondiale delle malattie reumatologiche. Al Senato la SIR ha presentato il primo Libro Bianco della reumatologia italiana e il ministro della Salute ha definito queste malattie una questione di salute pubblica. Ma cosa sono, come si riconoscono presto e quanto conta muoversi? Vediamolo con ordine.

Cosa sono le malattie reumatologiche?

Sono oltre 200 condizioni che colpiscono articolazioni, ossa, muscoli e a volte anche altri organi. Non riguardano solo gli anziani: secondo la SIR toccano tutte le età, bambini compresi. Le più note, con i numeri del Libro Bianco:

  • Artrosi(circa 8,7 milioni): usura e cambiamento della cartilagine e dell'articolazione. Colpisce soprattutto ginocchia, anche e mani.
  • Osteoporosi(circa 5 milioni): le ossa diventano più fragili e si rompono più facilmente.
  • Fibromialgia(quasi 2 milioni): dolore diffuso e cronico, spesso con stanchezza.
  • Artriti infiammatorie: tra queste l'artrite reumatoide (320mila persone) e le spondiloartriti (circa 600mila). Qui è il sistema immunitario ad attaccare le articolazioni.

Che differenza c'è tra artrosi e artrite?

L'artrosi è soprattutto un problema meccanico, l'artrite è un'infiammazione. La differenza si sente al mattino. Nell' artrosi il dolore peggiora usando l'articolazione e la rigidità mattutina manca o passa entro 30 minuti. Nell' artrite reumatoide, spiega il servizio sanitario inglese NHS, la rigidità mattutina dura spesso più di 30 minuti e le articolazioni sono gonfie, calde e dolenti al tatto.

Quali sono i segnali da non ignorare?

Una rigidità al mattino che dura più di mezz'ora è il primo campanello. Parlane con il medico se noti:

  • articolazioni gonfie, calde e dolenti, soprattutto le piccole articolazioni di mani e piedi, spesso da entrambi i lati;
  • rigidità mattutina che dura più di 30 minuti;
  • mal di schiena che migliora muovendosi e non migliora o peggiora con il riposo, più forte al mattino e di notte, a volte con dolore ai glutei. È tipico della spondilite anchilosante, che di solito inizia tra i 18 e i 40 anni;
  • stanchezza marcata, a volte con febbricola, poco appetito e calo di peso;
  • una frattura dopo un piccolo trauma o una schiena che si curva in avanti: l'osteoporosi spesso non dà sintomi finché un osso non si rompe.

Perché la diagnosi precoce è così importante?

Perché nelle artriti infiammatorie esiste una finestra di opportunità: nelle prime fasi le cure modificano meglio il decorso della malattia. Secondo il presidente della SIR Andrea Doria, diagnosi e cura precoci riducono disabilità, ricoveri e interventi chirurgici. Intervenire presto limita anche il danno alle articolazioni e la perdita di giornate di lavoro.

A chi rivolgersi se sospetti una malattia reumatologica?

Il primo passo è il medico di famiglia. Valuta i sintomi, prescrive i primi esami e, se serve, ti indirizza al reumatologo, lo specialista che fa la diagnosi e imposta la terapia. Non aspettare che il dolore passi da solo se i segnali durano settimane.

Quanto aiuta il movimento nelle malattie reumatologiche?

Molto, ed è sicuro se ben dosato. Le raccomandazioni EULAR del 2018 sull'attività fisica nell'artrite infiammatoria e nell'artrosi di anca e ginocchio dicono che:

  • l'attività fisica deve essere parte integrante della cura standard;
  • valgono anche per te le raccomandazioni generali di attività fisica per la popolazione;
  • l'esercizio aerobico migliora la capacità cardiovascolare e quello di forza migliora la forza muscolare;
  • negli studi non sono emersi effetti dannosi: gli eventi avversi, quando presenti, erano lievi, come dolori muscolari passeggeri;
  • con un'infiammazione attiva si può ridurre l'intensità, per esempio se il dolore dura più di 24 ore dopo l'esercizio.

Nella fibromialgia le raccomandazioni EULAR indicano l'esercizio come l'unica terapia con raccomandazione forte, per i suoi effetti su dolore, funzione fisica e benessere. Per le ossa il NHS consiglia esercizio regolare. Trovi esempi pratici negli articoli su esercizio e artrosi del ginocchio, esercizio e fibromialgia ed esercizio e osteoporosi.

L'EULAR raccomanda anche obiettivi personalizzati e rivalutati nel tempo, e di affrontare le paure più comuni, come il timore di una riacutizzazione. Un fisioterapista può aiutarti a scegliere il carico giusto per la tua fase di malattia, in accordo con il reumatologo.

Domande frequenti

Le malattie reumatologiche colpiscono solo gli anziani?

No. L'artrosi è più frequente con l'età, ma molte artriti iniziano in età giovane e adulta. Esiste anche l'artrite idiopatica giovanile, che colpisce i bambini.

Se ho dolore alle articolazioni devo stare a riposo?

Di solito no. Secondo l'EULAR il movimento fa parte della cura. Durante una fase molto infiammata riduci l'intensità e chiedi al medico come regolarti.

La rigidità del mattino è sempre un segnale di artrite?

No. Una rigidità breve, che passa in pochi minuti, è comune anche nell'artrosi. Se dura più di 30 minuti e le articolazioni sono gonfie, parlane con il medico di famiglia.

Fonti

Foto: Arek Adeoye su Unsplash.

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