Farmaci per il diabete nel Lazio: cosa cambia per i pazienti dopo la sentenza del Tar?

In sintesi: il Tar del Lazio ha stabilito che anche il medico di famiglia può fare la prima prescrizione dei farmaci per il diabete di tipo 2 previsti dalla Nota 100 AIFA. Prima, nel Lazio, la terapia poteva partire solo dallo specialista. Ma la vicenda non è chiusa: serve adeguare il sistema informatico regionale e la Regione può ancora impugnare la sentenza.

In breve. Con la sentenza n. 15974/2026, pubblicata il 12 ottobre 2026, il Tar del Lazio ha accolto il ricorso della FIMMG Lazio, il sindacato dei medici di famiglia, e di un medico. Ha annullato la nota regionale del 2 aprile 2026, che riservava agli specialisti la prima prescrizione dei farmaci della Nota 100. Le classi coinvolte sono gli inibitori di SGLT2 (gliflozine), gli inibitori di DPP-4 (gliptine), gli agonisti del recettore GLP-1 e i doppi agonisti GIP/GLP-1. Per i giudici le Regioni non possono restringere chi può prescrivere. Per ora non cambia nulla nella tua terapia: parlane con il tuo medico.

A cura dei fisioterapisti di Fisiosalaria, Roma. Ultima modifica 14.10.2026.

In questi giorni RomaToday e Quotidiano Sanità hanno raccontato la battaglia sui farmaci per il diabete nel Lazio, tra medici di famiglia e Regione. Abbiamo letto le fonti per capire cosa cambia, davvero, per chi si cura a Roma e nel Lazio.

Cosa ha deciso il Tar del Lazio sui farmaci per il diabete?

Che la Regione non può impedire al medico di famiglia di avviare questi farmaci. I fatti in ordine:

  • 2 aprile 2026: una nota della Regione Lazio riserva agli specialisti la prima prescrizione dei farmaci della Nota 100. Il medico di famiglia può solo proseguire la terapia.
  • Il sistema informatico regionale, WebCare, permetteva al medico di famiglia di rinnovare la terapia ma non di iniziarla.
  • La FIMMG Lazio e un medico di famiglia fanno ricorso al Tar.
  • 12 ottobre 2026: viene pubblicata la sentenza n. 15974/2026. Il Tar annulla la nota regionale.

Secondo i giudici, le Note AIFA hanno valore nazionale e vincolano le Regioni. Le Regioni possono organizzare la distribuzione dei farmaci, ma non decidere chi può prescriverli. Nemmeno attraverso un programma informatico.

Cos'è la Nota 100 AIFA?

La Nota 100 è la regola nazionale che stabilisce chi può prescrivere, a carico del Servizio sanitario nazionale, alcuni farmaci di nuova generazione per il diabete di tipo 2. L'AIFA, l'Agenzia italiana del farmaco, l'ha introdotta nel gennaio 2022.

La novità: per la prima volta anche il medico di famiglia poteva prescriverli, insieme agli specialisti. Le classi oggi coinvolte sono:

  • inibitori di SGLT2, detti gliflozine;
  • inibitori di DPP-4, detti gliptine;
  • agonisti del recettore GLP-1;
  • doppi agonisti GIP/GLP-1.

Secondo l'AIFA, l'obiettivo è curare il diabete non solo correggendo la glicemia, ma prevenendo le complicanze a cuore e reni. Dal 19 luglio 2025 gliflozine e gliptine non richiedono più la scheda di prima prescrizione. Per GLP-1 e doppi agonisti la scheda resta, e può compilarla il medico di famiglia o lo specialista.

Cosa cambia in pratica per chi ha il diabete di tipo 2 a Roma?

Per ora poco: la sentenza apre una possibilità, che deve ancora diventare pratica quotidiana.

  • In teoria, il tuo medico di famiglia potrà valutare e avviare uno di questi farmaci, senza mandarti prima dallo specialista.
  • In pratica, serve che la Regione adegui WebCare. È quello che chiede la FIMMG.
  • Non è detta l'ultima parola: secondo RomaToday la Regione sarebbe pronta a fare ricorso. Se ricorre, la decisione passa al Consiglio di Stato e il quadro può cambiare.
  • Il diabetologo resta importante. La Società italiana di diabetologia ha detto di non essere contraria alla sentenza, purché le prescrizioni siano appropriate.

Il consiglio più utile: non cambiare e non sospendere da solo la terapia. Se pensi che uno di questi farmaci possa fare al caso tuo, chiedi al medico di famiglia o al diabetologo come funziona oggi nella tua ASL.

L'esercizio fisico serve ancora se prendo i farmaci per il diabete?

Sì. Farmaci e movimento non sono alternative: lavorano insieme. Qualunque sia l'esito sulle prescrizioni, l'attività fisica resta parte della cura. L'OMS ricorda che il movimento aiuta a prevenire e gestire il diabete.

Le linee guida per il diabete di tipo 2 dell'associazione dei medici di famiglia australiani (RACGP, 2024) indicano per gli adulti:

  • almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica moderata o vigorosa, su almeno 3 giorni;
  • non più di 2 giorni di fila senza attività;
  • almeno 2 sedute a settimana di esercizi di forza;
  • interrompere lo stare seduti ogni 30 minuti, per i benefici sulla glicemia.

Approfondisci in quanto esercizio serve con il diabete di tipo 2 e in perché i pesi aiutano chi ha il diabete.

Come posso iniziare a muovermi in sicurezza con il diabete?

Parti piano, con qualcosa che puoi fare ogni giorno:

Se prendi farmaci che possono abbassare molto la glicemia, chiedi al medico come regolarti. Se hai dolori a spalle, ginocchia o piedi, il fisioterapista può aiutarti a costruire un programma graduale e adatto a te.

Domande frequenti

Posso chiedere al mio medico di famiglia di prescrivermi questi farmaci?

Puoi parlarne con lui: sarà il medico a valutare se fa per te. Ricorda che WebCare va ancora adeguato e che la Regione può impugnare la sentenza.

Se sono già in cura dal diabetologo cambia qualcosa?

No. La sentenza riguarda la prima prescrizione. Chi è già seguito continua il suo percorso.

La sentenza vale anche fuori dal Lazio?

Annulla un atto della Regione Lazio, ma ribadisce un principio generale: le Note AIFA valgono in tutta Italia. Secondo la Società italiana di diabetologia, nella maggior parte delle Regioni il medico di famiglia già li prescrive fin dall'inizio.

Fonti

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