Strappo al polpaccio: come riconoscerlo e cosa indica il livido?

In breve. Lo strappo al polpaccio dà di solito un dolore improvviso durante una spinta, uno scatto o un gradino, spesso descritto come una sassata dietro la gamba. Seguono gonfiore, difficoltà a spingere sulle punte e, nei giorni dopo, un livido. Il livido cambia colore, dal viola al giallo, e scende verso caviglia e piede: è il sangue che si riassorbe, non un peggioramento. Nei primi giorni aiutano protezione, ghiaccio, gamba sollevata e passi corti appena possibile.


A cura del team clinico Fisiosalaria: ortopedici, fisioterapisti e osteopati. Ultima modifica 09.10.2026.


Lo strappo al polpaccio, che i medici chiamano lesione o distrazione muscolare, è la rottura di una parte delle fibre di uno dei muscoli del polpaccio. Il polpaccio è formato dal gastrocnemio, il muscolo superficiale con due «gemelli», interno ed esterno, e dal soleo, più profondo. Tutti e due finiscono nel tendine d'Achille.


La forma più classica è la «gamba del tennista»: una lesione del gemello interno nel punto in cui il muscolo diventa tendine. Capita spesso ad adulti attivi di mezza età, anche con gesti banali come una corsa per prendere l'autobus o una spinta sulle scale. Nei corridori è invece più spesso coinvolto il soleo.


Come si riconosce uno strappo al polpaccio?


Dal momento preciso in cui inizia. Chi si strappa il gemello ricorda di solito l'istante: una spinta, uno scatto, un gradino salito di slancio, con un dolore netto a metà polpaccio, sul lato interno. Molti si girano pensando di essere stati colpiti da qualcosa.


Poi compaiono:



  • Dolore camminando, soprattutto nella fase di spinta.

  • Difficoltà a sollevarsi sulle punte dal lato colpito.

  • Gonfiore e tensione del polpaccio.

  • Livido, che compare dopo uno o più giorni.


Le lesioni del soleo sono più subdole. Spesso non c'è un colpo netto: il dolore cresce durante la corsa, nella parte bassa e profonda del polpaccio, e il livido può comparire tardi o non vedersi affatto.


Come distinguere uno stiramento da altre cause di dolore durante la corsa?


Lo stiramento ha un inizio preciso e un dolore che si risveglia contraendo o allungando il muscolo. Le altre cause comuni si comportano in modo diverso:



  • Crampo: contrazione dolorosa che si scioglie in pochi minuti, con un indolenzimento che può durare uno o due giorni.

  • Indolenzimento da sforzo: compare il giorno dopo un allenamento insolito, in entrambe le gambe, senza un momento preciso.

  • Tendine d'Achille: dolore più in basso, verso il tallone. Una rottura del tendine dà spesso un colpo secco e grande difficoltà a spingere sulle punte (vedi la rottura del tendine d'Achille).

  • Sindrome compartimentale da sforzo: tensione che compare sempre dopo lo stesso tempo di corsa e passa fermandosi.


Un dolore al polpaccio senza un trauma o uno sforzo chiaro, invece, richiede di pensare anche a cause non muscolari, come la trombosi: ne parliamo nell'articolo sul dolore al polpaccio senza sforzo.


Cosa fare con livido e gonfiore nei primi giorni?


Nei primi 2-3 giorni l'obiettivo è limitare gonfiore e dolore senza bloccare la gamba del tutto. È il caso tipico di chi si fa male salendo le scale e il giorno dopo si ritrova il polpaccio gonfio e livido. Il servizio sanitario inglese suggerisce:



  • Proteggere la gamba ed evitare le attività che fanno male.

  • Ghiaccio avvolto in un panno, fino a 20 minuti ogni 2-3 ore.

  • Bendaggio leggero di sostegno durante il giorno.

  • Gamba sollevata quando si è seduti o sdraiati.

  • Niente calore, alcol e massaggi nei primi giorni, perché possono aumentare il gonfiore.


Appena il dolore lo permette conviene camminare a passi corti e muovere la caviglia su e giù, per non irrigidire il muscolo. Un piccolo rialzo sotto il tallone può alleggerire la spinta nei primi giorni. Per gli antidolorifici meglio chiedere al medico o al farmacista. Se non si riesce a caricare il peso, serve una valutazione.


Perché l'ematoma cambia colore dopo una lesione del soleo?


Perché il sangue uscito dalle fibre rotte viene smontato e riassorbito un po' alla volta, e ogni fase ha un colore diverso: rosso-violaceo, poi blu, poi verde e infine giallo. In genere tutto si compie in una o due settimane.


Il livido tende a scendere per gravità verso la caviglia e il piede. Nelle lesioni del soleo, che è profondo, il sangue impiega più tempo ad arrivare sotto la pelle: il livido può comparire dopo alcuni giorni e lontano dal punto della lesione, anche intorno al malleolo.


Un livido che si allarga e scende non vuol dire che la lesione stia peggiorando. Contano di più due cose: che il dolore cali giorno dopo giorno e che il cammino migliori.


Perché il polpaccio diventa teso e gonfio quando sto in piedi?


Perché il polpaccio funziona come una pompa. A ogni passo i muscoli schiacciano le vene e spingono il sangue verso il cuore. Quando il muscolo è lesionato e dolente, la pompa lavora meno: stando in piedi a lungo il liquido si accumula nella parte bassa della gamba, e il sangue della lesione aumenta la tensione.


Cosa aiuta:



  • Alternare stare in piedi e camminare, evitando di restare fermi a lungo.

  • Sollevare la gamba appena possibile.

  • Muovere la caviglia su e giù da seduti, più volte al giorno.

  • Usare un bendaggio o una calza di sostegno, se consigliati.


Attenzione però: un trauma muscolare e il movimento ridotto possono favorire una trombosi venosa. Se il gonfiore aumenta invece di calare, la pelle diventa calda e arrossata o scura, o il dolore diventa pulsante, va chiesta una visita urgente.


Quando farsi vedere subito



  • Polpaccio gonfio, caldo, arrossato o scuro, con dolore pulsante.

  • Fiato corto o dolore al petto: chiamare il 112.

  • Dolore fortissimo, polpaccio duro, formicolio o piede debole.

  • Colpo secco dietro la caviglia e impossibilità di stare sulle punte.

  • Impossibilità di caricare il peso.


Il parere del team Fisiosalaria


Il livido che scende fino alla caviglia spaventa quasi tutti, ma di solito è la parte meno preoccupante dello strappo. L'errore più comune è un altro: restare completamente fermi per paura, con il risultato di un muscolo rigido e un ritorno più lento. L'errore opposto è scaldare o massaggiare subito la zona.


L'ortopedico chiarisce la diagnosi e decide se serve un'ecografia, il fisioterapista guida il recupero di cammino e forza, l'osteopata valuta come caviglia, ginocchio e anca compensano. Se dopo una o due settimane il dolore non migliora, una valutazione aiuta a capire da dove viene e da dove ripartire. Per i tempi di rientro c'è l'articolo su quando tornare a correre dopo lo strappo.


Domande frequenti


Serve sempre l'ecografia?


Non sempre. È utile se il dolore è forte, se si sospetta una lesione estesa o una raccolta di sangue, e per escludere una trombosi quando ci sono dubbi.


Posso camminare con uno strappo al polpaccio?


Sì, se il dolore lo permette, a passi corti. Se non si riesce a caricare il peso, serve una valutazione.


Quanto dura il livido?


In genere una o due settimane, con il colore che passa dal viola al giallo e scende verso la caviglia.


Fonti



Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o una valutazione fisioterapica.


Immagine: Vitaly Gariev su Unsplash.

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