Epicondilite: esercizi da evitare in palestra per non peggiorare il dolore
Capire quali movimenti stressano il gomito è il primo passo per tornare ad allenarsi senza infiammazione.

Epicondilite: esercizi da evitare in palestra
L’epicondilite, spesso chiamata “gomito del tennista”, è una delle cause più comuni di dolore al gomito in chi si allena regolarmente in palestra.
La domanda più frequente è: posso continuare ad allenarmi o rischio di peggiorare?
Che cos’è l’epicondilite
L’epicondilite è un’infiammazione (o più correttamente una tendinopatia) dei tendini che estendono il polso e le dita, inseriti sull’epicondilo laterale del gomito.
In palestra il problema nasce spesso da sovraccarico ripetuto, presa eccessivamente forte o movimenti eseguiti senza recupero adeguato.
Perché alcuni esercizi peggiorano l’epicondilite
I tendini dell’epicondilo laterale lavorano ogni volta che afferri, stringi o stabilizzi un carico.
Quando questi tendini sono già irritati, continuare a stimolarli con carichi elevati o movimenti ripetitivi può rallentare la guarigione.
Esercizi da evitare (o da sospendere temporaneamente)
1. Curl con bilanciere dritto
La presa rigida e in supinazione forzata aumenta lo stress sui muscoli estensori dell’avambraccio. È uno degli esercizi più frequentemente associati al peggioramento del dolore.
2. Trazioni alla sbarra con presa prona stretta
La combinazione di carico corporeo e presa prolungata può sovraccaricare i tendini già infiammati.
3. Rematore pesante con bilanciere
Il problema non è il dorso, ma la necessità di mantenere una presa forte e continua, spesso per molte ripetizioni.
4. Wrist curl ed esercizi diretti per l’avambraccio
In fase dolorosa, gli esercizi specifici per l’avambraccio rischiano di mantenere l’infiammazione attiva, soprattutto se caricati.
5. Stacchi pesanti senza supporti
Anche se lo stacco non coinvolge direttamente il gomito, la presa prolungata sotto carico può peggiorare i sintomi.
Esercizi che richiedono attenzione
Alcuni esercizi non sono da eliminare in assoluto, ma vanno gestiti con cautela:
- panca piana (attenzione alla presa)
- lat machine con carichi elevati
- manubri molto pesanti con presa prolungata
Ridurre carico, volume e intensità può fare la differenza.
Cosa fare invece
In presenza di epicondilite, è spesso utile:
- ridurre temporaneamente gli esercizi di presa
- variare impugnature e carichi
- curare il recupero tra le sedute
- ascoltare l’andamento del dolore nei giorni successivi
La domanda giusta non è “posso stringere i denti?” , ma: “il mio gomito sta migliorando o peggiorando?”
Quanto tempo serve per migliorare
I tempi di recupero dell’epicondilite variano molto: dipendono da quanto tempo è presente, da come continui a stimolare il tendine e da quanto riesci a ridurre i sovraccarichi.
Ignorare il dolore e continuare ad allenarsi “come prima” è uno dei motivi principali per cui l’epicondilite diventa cronica.
Il punto chiave da ricordare
L’epicondilite non significa dover smettere per sempre di allenarsi, ma richiede una fase di adattamento intelligente.
Capire quali esercizi evitare in palestra è spesso il primo passo per tornare ad allenarsi senza dolore.









