Caschetto plagiocefalia: controindicazioni, rischi reali e quando è davvero necessario
Ortesi cranica per testa piatta: cosa sapere prima di scegliere il casco correttivo

Ti hanno parlato del caschetto per la plagiocefalia.
Forse qualcuno ti ha detto che è l’unica soluzione. Forse stai cercando informazioni sulle controindicazioni.
È normale avere dubbi. Stai prendendo una decisione importante per tuo figlio.
Cos’è il caschetto per la plagiocefalia
Il caschetto (ortesi cranica) è un dispositivo su misura che guida la crescita del cranio del neonato limitando l’espansione nelle aree già prominenti e favorendo quella nelle zone appiattite.
Si utilizza generalmente tra i 4 e i 12 mesi, periodo in cui il cranio è ancora modellabile.
Caschetto plagiocefalia: controindicazioni reali
È importante chiarire un punto: il caschetto non è pericoloso, ma non è nemmeno sempre necessario.
Le principali criticità possono essere:
- Irritazioni cutanee
- Sensazione di calore e sudorazione
- Necessità di utilizzo prolungato (20-23 ore al giorno)
- Impatto psicologico sui genitori
Non si tratta di rischi neurologici, ma di aspetti gestionali e di comfort.
Quando il caschetto è davvero indicato
Generalmente viene consigliato nei casi di plagiocefalia moderata o severa che non migliorano con il solo riposizionamento.
Nelle forme lievi, invece, la crescita spontanea e il trattamento manuale possono essere sufficienti.
Non tutte le teste piatte richiedono un casco.
Cosa fare prima di scegliere il caschetto
Prima di arrivare all’ortesi, è fondamentale valutare:
- Mobilità cervicale
- Tensioni craniali
- Preferenza posturale del bambino
- Asimmetrie funzionali
In molti casi, lavorando su queste componenti, si può favorire un miglioramento naturale.
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Prima di decidere per il caschetto, possiamo valutare insieme la situazione e capire il percorso più adatto.
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